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10/10/2013
MEDICI VETERINARI: ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE IN TUTTA EUROPA

Entro due anni la 'carta' per esercitare in qualsiasi paese europeo sarà realtà. Formale il sì del Consiglio UE, poi la pubblicazione in Gazzetta. La nuova Direttiva Qualifiche sarà direttamente applicabile alla professione veterinaria. L'Italia avrà due anni per recepirla. Interdizione europea per chi ha subito condanne o sanzioni disciplinare. La plenaria del Parlamento Ue ha approvato a stragrande maggioranza (596 sì, 37 no, 31 astenuti) la direttiva, che ha già l'accordo del Consiglio. Si applicherà direttamente alle 7 professioni già regolamentate in tutti i 28 paesi Ue (medici, infermiere, ostetriche, farmacisti, dentisti, veterinari e architetti) ma potrà essere estesa a tutte le altre 'professioni regolamentate'. Dopo l'approvazione formale da parte del Consiglio Ue e la pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta Ufficiale, gli stati membri avranno due anni di tempo per recepirla nelle legislazioni nazionali. Effetto principale della 'carta' europea sarà il fatto che chi vuole trasferirsi ad esercitare in un altro paese potrà compiere tutte le procedure di riconoscimento e abilitazione nel paese di origine. Secondo la relatrice parlamentare, la socialista francese Bernadette Vergnaud, la 'carta' "può essere un importante simbolo ed un vero strumento di cittadinanza europea" e può consentire di far superare l'ostacolo linguistico, particolarmente sensibile ad esempio in Belgio dove attualmente "ad una infermiera olandese viene impedito di lavorare nelle Fiandre perché non in grado di parlare francese". In base a quanto previsto dalla direttiva, il personale medico e paramedico che abbia subito azioni disciplinari o condanne a sanzioni penali nel loro Paese d'origine sarà interdetto dall'esercitare la professione in tutti gli altri Stati membri dell'Ue. E' quanto stabilisce la direttiva sul mutuo riconoscimento delle qualifiche professionali approvata oggi dall'Europarlamento. Entro tre giorni, l'adozione della sanzione adottata dall'autorità nazionale competente dovrà essere comunicata a tutti gli altri partner Ue. Viene così riformata la Direttiva Qualifiche adottata dall'Unione Europea nel 2005 e recepita nell'ordinamento italiano con il Decreto Legislativo 206/2007. La riforma si è resa necessaria per agevolare la mobilità professionale, considerata un elemento chiave della competitività e dell'occupazione in Europa e parte integrante della strategia Europa 2020. Molti professionisti avevano lamentato difficoltà nel far riconoscere le loro qualifiche onde esercitare la professione in un altro Stato membro dell'Unione. Al tempo stesso la libera circolazione delle prestazioni professionali deve assicurare un elevato livello di qualità e di sicurezza per i consumatori, i pazienti, i lavoratori e tutti i cittadini dell'UE e migliorando i rapporti di fiducia tra gli Stati membri. "Detta semplificazione e tale fiducia - ha osservato la relatrice Vergnaud- passano anche attraverso un regolare adeguamento dei requisiti comuni di formazione per le professioni che beneficiano del riconoscimento automatico e a termine aumentando il numero di tali professioni che attualmente sono soltanto sette su più di 800 professioni regolamentate nell'UE". Fonte: @nmvi Oggi

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