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18/09/2013
L’IMPORTANZA DEL DIPARTIMENTO DELLA SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA NEL CONTROLLO IGIENICO SANITARIO NEGLI ALIMENTI

Sono ancora in molti ad ignorare che anche il Dipartimento della sanità pubblica veterinaria si occupa del controllo igienico-sanitario dei vegetali e dei prodotti di origine non animale. La frutta e i vegetali sono componenti fondamentali della nostra dieta e le Agenzie governative che si occupano di salute e corretti stili di vita spingono sempre più, visti gli effetti benefici, verso un aumento del loro consumo. Di recente però la ricerca condotta sulle tossinfezioni a trasmissione alimentare si sta sempre più orientando agli alimenti di origine non animale, a causa dei numerosi episodi che li vedono coinvolti come fonte di contaminazione batterica e anche virale. Pensiamo solo alla gravissima epidemia da E. Coli O104:H4 scoppiata in Germania nel 2011, associata al consumo di germogli freschi o all'epidemia non ancora conclusa, ma in netto miglioramento proprio nel nostro paese, associata al consumo di frutti di bosco surgelati ed al virus dell'Epatite A. Un aspetto critico di questi episodi che colpisce gli addetti ai lavori è legato alla loro grande diffusibilità e alla difficoltà di rintraccio della fonte di contaminazione a causa della complessa rete di commercio agro-alimentare; una rete così fitta e complessa che, alla fine delle attività sanitarie, lascia gravi ripercussioni sociali, politiche e non di meno persino economiche. E in tutto questo quale è il ruolo della veterinaria? Sono ancora in molti ad ignorare che anche il Dipartimento della sanità pubblica veterinaria della sicurezza alimentare del Ministero della Salute attraverso i suoi uffici territoriali si occupa del controllo igienico-sanitario dei vegetali e dei prodotti di origine non animale. Le nostre competenze scientifiche ma anche gestionali infatti sono sempre più spesso richieste all'interno dei gruppi multidisciplinari di lavoro, a livello nazionale e internazionale (visto l'interessamento multi-stato), che vengono organizzati durante questi incidenti. Ovviamente esperienze come questa rappresentano una preziosa occasione di crescita per coloro che vi partecipano e per la nostra professione in generale; l'aspetto positivo di questi eventi è rappresentato dal fatto che esserne coinvolti significa una concreta possibilità di interagire e migliorare la comprensione dei differenti ruoli e responsabilità nella gestione strategica di un outbreak. L'importante è non farsi trovare impreparati. Carlotta Ferroni, AIVEMP- Associazione Italiana Veterinaria di Medicina Pubblica. Fonte: @nmvi oggi

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