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17/02/2006
Aviaria: nei cigni nessun pericolo per i cittadini

Il rischio è attualmente confinato ai volatili selvatici e limitatamente a 3 regioni. I Servizi Veterinari stanno operando attivamente con l’obiettivo di evitare che l’infezione passi dall’ambiente selvatico a quello domestico. Infatti, fintanto che l’infezione rimane confinata all’ambiente selvatico, la possibilità di diffusione alle specie domestiche e, quindi, i rischi per l’uomo risultano assenti. Nel mondo non sono segnalati casi di malattia umana derivanti dal contatto con uccelli selvatici. Tra gli uccelli selvatici, le specie che rappresentano un potenziale rischio sono gli uccelli acquatici selvatici (anatre, oche, cigni, trampolieri). In base a quanto si è verificato in alcuni paesi asiatici, il rischio per l’uomo è limitato al verificarsi di condizioni di estrema promiscuità uomo/animale, di condizioni igieniche particolarmente precarie e di contatti stretti con volatili infetti. Tali condizioni non sono presenti nelle nostre realtà. Solo nel caso di rinvenimento di uccelli acquatici selvatici. (anatre, oche, cigni, trampolieri, nonché gabbiani) morti o malati si suggeriscono i seguenti comportamenti: 1. evitare di toccare i volatili; 2. chiedere l’intervento dei Servizi Veterinari delle ASL. Non rappresentano un rischio i piccioni o altri piccoli uccelli che vivono in ambiente urbano, per i quali non è necessaria alcuna forma di particolare attenzione. Il pollame domestico non rappresenta attualmente alcun rischio. Nella attuale situazione i volatili domestici sono indenni dalla malattia. Per gli allevamenti a carattere rurale sono state definite delle procedure di intervento per gli allevatori che hanno l’obbligo di attuarle e comunque di richiedere l’aiuto delle Autorità sanitarie competenti (Veterinari ASL ed Istituti Zooprofilattici Sperimentali). Il consumo di uova e carni avicole cotte non comporta alcun rischio di trasmissione dell’infezione all’uomo. Le carni di pollame sono sicure in quanto provengono da allevamenti che sono sottoposti al controllo veterinario e tutti i volatili, prima di essere macellati, vengono sottoposti a visita sanitaria da parte di un veterinario della Azienda sanitaria locale. In caso di sospetto per qualsiasi malattia i volatili vengono esclusi dalla macellazione. Dopo la macellazione le carni sono sottoposte a controllo del veterinario del macello che, anche in questo caso, in presenza del semplice sospetto di malattia, provvede agli accertamenti necessari a tutela della salute pubblica. Controlli vengono effettuati anche su carni e uova nelle fasi di commercializzazione. A conferma della salubrità delle carni vengono apposti un bollo sanitario ed un’etichetta tale da consentire al consumatore di conoscerne la provenienza. La cottura delle carni rientra tra le normali prassi di preparazione. Fonte: Ministero della Salute Unità di crisi influenza aviaria - 12 febbraio 2006; numero verde: 1500 dalle ore 9.00 alle ore 20.00 Altre informazioni su www.ceirsa.org

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